
L’ammortamento in LMNP è una scrittura contabile che traduce la perdita di valore di un bene immobiliare e del suo mobilio nel tempo. Riservato al regime reale, questo meccanismo consente di ridurre l’importo imponibile dei redditi locativi senza uscita di liquidità. Dalla legge di bilancio 2025, le regole sono cambiate su un punto decisivo: la rivendita. Comprendere il calcolo dell’ammortamento e i suoi limiti attuali condiziona direttamente la redditività netta di un investimento in locazione arredata.
Reintegrazione degli ammortamenti nella plusvalenza: cosa cambia con la legge di bilancio 2025
Prima del 2025, gli ammortamenti dedotti durante l’esercizio non avevano alcun impatto sul calcolo della plusvalenza immobiliare alla rivendita. Il prezzo di acquisto rimaneva intatto. Non è più così.
Dal 15 febbraio 2025, gli ammortamenti praticati vanno a ridurre il prezzo di acquisto fiscale. Il risultato: la plusvalenza imponibile aumenta meccanicamente, tassata all’imposta sul reddito e ai prelievi sociali. Le detrazioni per durata di possesso rimangono invariate, ma la base di calcolo è più ampia.
Questa reintegrazione riguarda tutti gli ammortamenti dedotti, compresi quelli praticati prima del 2025, a condizione che la cessione avvenga dopo il 15 febbraio 2025. Per calcolare correttamente l’ammortamento in LMNP, è ora necessario integrare questo dato fin dalla fase di acquisizione e simulare il costo fiscale alla rivendita.
Un’eccezione notevole: gli ammortamenti legati a spese di costruzione, ricostruzione, ampliamento o miglioramento non vengono reintegrati. Questa distinzione tecnica merita di essere verificata con un commercialista, poiché può orientare la strategia dei lavori.

Ammortamento per componente: ripartizione e durate in locazione arredata
L’ammortamento immobiliare in LMNP si basa su un metodo specifico: la decomposizione del bene per componente. Il principio parte da un’osservazione semplice. Non tutti gli elementi di un edificio si usurano allo stesso ritmo. Il tetto si degrada meno velocemente dell’impianto elettrico.
Il bene è quindi suddiviso in più voci, ciascuna ammortizzata sulla propria durata di utilizzo stimata. Il terreno, invece, non è mai ammortizzato: non perde valore contabile.
I principali componenti e le loro durate abituali
- Il grosso opera (muri portanti, fondamenta) rappresenta la parte più importante del valore e si ammortizza sulla durata più lunga, spesso diverse decadi
- Il tetto, l’impermeabilizzazione e le facciate si collocano su durate intermedie, riflettendo un ciclo di ristrutturazione più breve rispetto alla struttura
- Le installazioni tecniche (idraulica, elettricità, riscaldamento) e gli arredi interni si ammortizzano su durate più brevi, poiché la loro sostituzione avviene più frequentemente
- Il mobilio (bedding, elettrodomestici, attrezzature da cucina) si ammortizza su durate ancora più ridotte, generalmente dell’ordine di pochi anni
La ripartizione tra queste voci determina il ritmo con cui i costi di ammortamento ridurranno il risultato fiscale. Una ripartizione ben calibrata accelera la deduzione nei primi anni, periodo in cui i redditi locativi sono spesso i più tassati.
Calcolo dell’ammortamento annuale nel regime reale
Il calcolo segue il metodo lineare. Per ciascun componente, il costo annuale di ammortamento corrisponde al valore del componente diviso per la sua durata di utilizzo stimata. Il risultato dà un’annualità costante per tutto il periodo.
Prendiamo un esempio semplificato. Un bene acquisito per un importo globale di cui è esclusa la parte terreno. Il grosso opera, stimato a metà del valore al netto del terreno, ammortizzato su una lunga durata, genera un’annualità modesta. Le installazioni tecniche, stimate a una frazione più piccola ma ammortizzate più rapidamente, generano un’annualità proporzionalmente più alta rispetto al loro valore.
L’addizione delle annualità di ciascun componente dà la dotazione totale agli ammortamenti, dedotta ogni anno dai redditi locativi. Questa dotazione si aggiunge ai costi deducibili classici (interessi sul prestito, assicurazione, spese di gestione, tassa fondiaria) per formare il risultato netto imponibile.
Limite di deduzione: nessun deficit da ammortamento
L’ammortamento non può creare un deficit fiscale in LMNP. Se la dotazione agli ammortamenti supera il risultato dopo la deduzione delle altre spese, l’eccedenza è riportabile senza limite di durata. Sarà imputata sui profitti degli esercizi successivi.
Questa regola significa che, in pratica, durante i primi anni di esercizio (quando gli interessi sul prestito sono elevati), una parte degli ammortamenti è messa in riserva. Sarà utilizzata più tardi, quando i costi del prestito diminuiscono e il risultato prima dell’ammortamento torna a essere positivo.
Arbitraggio fiscale LMNP: regime reale contro micro-BIC
L’ammortamento esiste solo nel regime reale. Nel micro-BIC, una detrazione forfettaria sostituisce qualsiasi deduzione di spese e ammortamenti. La scelta tra i due regimi condiziona tutta la strategia fiscale.
Il regime reale diventa più vantaggioso quando il totale delle spese deducibili e degli ammortamenti supera la detrazione forfettaria del micro-BIC. È quasi sempre il caso per un bene finanziato a credito con mobilio recente.
- Il micro-BIC è adatto a situazioni semplici: bene detenuto da molto tempo, senza prestito, con poche spese e redditi locativi modesti
- Il regime reale si impone non appena un prestito è breve, che vengono effettuati lavori, o che l’importo del mobilio è significativo
- Il passaggio dal micro-BIC al reale è possibile all’inizio dell’esercizio, ma il ritorno al micro-BIC obbliga poi a rimanere per una durata minima
Con la reintegrazione degli ammortamenti nella plusvalenza dal 2025, l’arbitraggio non si limita più a confrontare i regimi nella fase di esercizio. La durata di possesso prevista e lo scenario di rivendita pesano tanto quanto il risparmio fiscale annuale.

Il calcolo dell’ammortamento in LMNP rimane un potente leva fiscale per ridurre l’imposizione sui redditi locativi. La riforma del 2025 ha modificato l’equilibrio globale. Un investitore che entra oggi in locazione arredata ha interesse a simulare non solo la deduzione annuale, ma anche il sovraccosto fiscale alla rivendita, prima di fissare la sua ripartizione per componente e la sua scelta di regime.